Saluzzo Arte 2016 – Paola Rattazzi “In viaggio con Alice”

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Paola Rattazzi sarà presente, all’interno di una vasta e articolata rassegna di artisti, con il suo nuovo progetto “In viaggio con Alice”.

“Paola Rattazzi si presenta con una nuova serie di tecniche miste, acrilici e acquerelli per rappresentare il suo mondo, un mondo misterioso e sognante dove accadono strane vicende; talvolta buffe, altre volte indecifrabili.
Pare che sia capitato anche a lei di seguire, nei suoi fantastici percorsi, un curioso coniglio con il gilet, tant’è che si ritrova, quasi in parallelo con il viaggio di Alice, in un immaginario “Paese delle meraviglie”. Un rifugio dell’innocenza, popolato da
straordinarie creature. Un luogo dove la logica sembra esprimersi per analogia mentre, il rigore formale, assume le caratteristiche del paradosso.
L’artista descrive il suo mondo narrandolo in chiave fiabesca, elevandolo a messaggio culturale. Novelle, favole… Un frenetico girotondo di figure, personaggi e animali umanizzati descritti come metafore lievi, per consentirci di continuare a sognare o concederci, almeno, la possibilità di approfittare, per qualche istante, del suo lirico magico viaggio.”

Paolo Infossi

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Ente organizzatore:
Fondazione Amleto Bertoni – Città di Saluzzo
info@fondazionebertoni.it – www.fondazionebertoni.it

Da sabato 16 APRILE a domenica 1 MAGGIO 2016
inaugurazione 15 aprile ore 18.00 su invito
Antiche scuderie – Ex Caserma Mario Musso
Piazza Montebello, 1 – Saluzzo (Cuneo)

Apertura:
dal venerdì alla domenica: 15,00 – 19,00
festività del 25 Aprile: 15,00 – 19,00

 

Saluzzo Arte 2015 – L’INVISIBILE PORTA DEI SOGNI

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Il sogno è la manifestazione psichica che consente di percepire delle immagini e dei suoni, interpretati e vissuti come istanti reali. Emozioni e ricordi che si fondono casualmente in un linguaggio che, molto spesso, non ha un filo logico apparente.
Un mezzo per realizzare dei desideri inappagati, per conoscere le fantasie rimosse dalla coscienza o soltanto un evento ingannevole teso a preservare dei modelli comportamentali?
I sogni, probabilmente, soddisfano raramente i desideri, ma contengono comunque dei “messaggi” che riaffiorano dall’inconscio per evidenziare eventuali conflitti interiori. Essi possono assumere un ruolo di linea guida, compensare la monotonia con l’armonia, scaricare tensioni e fastidiosi pensieri.
L’esperienza onirica è un’attività del pensiero che appartiene all’essere umano sin dai tempi più remoti e, una pittura realizzata all’interno del complesso delle caverne di Lascaux, potrebbe anche essere considerata come la rappresentazione di un sogno. In questa scena propiziatoria, l’anonimo artista del Paleolitico, descrive la caccia ad un impressionante Uro o altri giganteschi animali. Un’immagine simile ad un “sogno ad occhi aperti”, un disegno realizzato con la memoria. E c’è senz’altro una precisa relazione tra il ricordo e il sogno, la base di partenza è sempre la memoria.
Anche la porta è un simbolo antico e misterioso, un confine che delimitava, presso molte culture, uno spazio sacro. Attraverso una porta, si supera una soglia, si entra in una nuova dimensione. Così si esprime Penelope, rivolgendosi a Ulisse, nel XIX canto dell’Odissea di Omero: «… Due, sono le porte dei sogni inconsistenti: una è di corno, l’altra d’avorio: quelli che vengono fuori dal candido avorio, avvolgon d’inganni la mente, parole vane portando; quelli invece che escon fuori dal lucido corno, verità li incorona, se un mortale li vede …»*.
Il legame tra arte e sogno è stato spesso dichiarato apertamente ma, a volte, è soltanto intuibile o seminascosto tra le righe. Un’inclinazione a cui sembrano aderire anche artisti come: Claudio Benghi, Gabriella Goffi, Arianna Lion, Pietro Marchese, Daria Petrilli, Paola Rattazzi, Michela Riba, poiché creano qualcosa di singolare, di diverso, qualcosa che appartiene soltanto ai loro sogni, alla loro immaginaria interpretazione della realtà.
L’arte, di per sé, è già una visione che trascende il quotidiano e la loro priorità è quella di suggerire nuove vie, di modificare la concezione convenzionale delle cose, arrivando anche a mettere in discussione dei limiti, almeno attraverso la fantasia.

di Paolo Infossi

*Omero – Odissea – Traduzione di Rosa Calzecchi Onesti – Prefazione di Fausto Codino – ET Classici, Luigi Einaudi Editore – Torino, 1989

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Ente organizzatore:
Fondazione Amleto Bertoni – Città di Saluzzo
info@fondazionebertoni.ithttp://www.fondazionebertoni.it

Da SABATO 28 MARZO a DOMENICA 12 APRILE 2015
inaugurazione 27 marzo
Antiche scuderie – Piazza Montebello, 1 – Saluzzo (Cuneo)

Orari:
giovedì, venerdì, sabato e domenica: 15,00 – 19,00
festività del 6 Aprile: 15,00 – 19,00
Lunedì, martedì e mercoledì chiuso

 

7 marzo: “Alle origini del gusto – InContemporanea”

 

Alle origini del gusto. Il Cibo a Pompei e nell’Italia antica

Asti, Palazzo Mazzetti
inaugurazione 6 marzo
apertura al pubblico 7 marzo – 5 luglio 2015

L’idea di una mostra ad Asti sull’alimentazione nel mondo antico si ispira alle linee guida dell’Expo 2015 di Milano: “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”, quando ricordano che “la qualità e la genuinità del cibo vanno di pari passo con la tradizione consolidata nelle attività di coltivazione e di allevamento dei popoli e delle comunità locali, frutto di esperienze millenarie sulle quali oggi si innestano forti innovazioni scientifiche e tecnologiche”.

Oggi come in passato, il cibo è uno dei principali fattori che qualificano una civiltà, strettamente connesso alla sfera sociale e religiosa, concorre alla creazione del senso di appartenenza e a quella che definiamo “identità culturale”, e da lì alla comunicazione interculturale.

La mostra, Alle origini del gusto. Il Cibo a Pompei e nell’Italia antica, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Fondazione Palazzo Mazzetti, curata da Adele Campanelli e Alessandro Mandolesi, conduce il visitatore in un viaggio alle origini del comportamento alimentare italiano in un contesto, Asti e il suo territorio, rinomato per una produzione agro-alimentare che affonda le radici in un passato ricco di testimonianze locali.

Partendo dall’invito a un banchetto di età romana in un itinerario a ritroso nel tempo, anche attraverso approfondimenti su alcuni significativi prodotti della terra (grano, olio, vino) si compone un quadro esaustivo delle abitudini alimentari e produttive dei maggiori popoli antichi che vissero in Italia.

Un’impostazione innovativa e originale basata sull’incontro fra archeologia e tecnologia dove le ricostruzioni delle attività e delle consuetudini alimentari dei Romani focalizzano, di volta in volta, situazioni singolari relative alle altre importanti civiltà che si sono sviluppate sul territorio italiano: dai Greci agli Etruschi, fino agli Italici.

Sale tricliniari, cucine, scorci di campagne coltivate, mercati animati con botteghe e macelli, vengono narrati da voci fuori campo, luci suoni e odori, a cui si accompagnano presentazioni video, che – come olografie – fluttuano nel vuoto attorno alle opere. I supporti multimediali della mostra offrono al visitatore una possibilità in più per comprendere le attività e le abitudini alimentari dei Romani, tra le più conosciute grazie all’incredibile abbondanza di fonti scritte e materiali.

Le conoscenze sulla produzione e sulla cucina romana, e in parte anche greca ed etrusca, sono vaste e basate su fonti di natura molteplice: letterarie, archeologiche, paleo-ambientali. I testi scritti in particolare sono numerosi: si cita a titolo esemplificativo il noto manuale di ricette pervenutoci sotto il nome di Apicio, o la cena di Trimalcione nel Satyricon di Petronio oppure la Edifagetica di Archestrato di Gela, una specie di prima guida gastronomica del mondo antico, ma l’elenco potrebbe continuare a lungo. Notevole anche il corpus delle informazioni fornite dall’archeologia, soprattutto la quantità di dati dall’area vesuviana: Pompei, Ercolano e Stabia centri seppelliti dall’eruzione del 79 d.C. restituiscono rappresentazioni figurate, ambienti completi di arredamenti, impronte di coltivazioni, reperti botanici, zoologici e anche veri cibi carbonizzati.

Una sequenza di luoghi e di ambientazioni collegati al consumo, all’elaborazione e alla produzione degli alimenti, corrispondenti alle varie sezioni espositive con un taglio mirato ad illustrare sia la preparazione e la presentazione dei cibi sia le tecniche di coltivazione con la ricostruzione di un antico paesaggio agrario italiano.

In occasione della mostra è possibile visitare la domus romana di via Varrone della seconda metà del I secolo d.C., situata presso la porta urbica occidentale (Torre Rossa) dove terminava il decumano massimo (coincidente con l’odierno Corso Alfieri). Tra i resti della costruzione, riaperta al pubblico con un allestimento aggiornato, è di particolare interesse il tappeto a mosaico che decorava il pavimento della sala da pranzo (triclinium).

Il programma didattico atto a coinvolgere gli studenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado si sviluppa attraverso visite guidate condotte da operatori specializzati e laboratori impostati su diversi livelli di approfondimento

Un inedito ciclo di conferenze, sarà dedicato ad alcuni aspetti dell’alimentazione nell’antichità e avrà inizio nel mese di marzo per proseguire, con cadenza mensile, fino a giugno. Più in particolare si parlerà, tra l’altro, di vino, olivocultura, produzione olearia, ma anche dell’alimentazione a Pompei grazie ai risultati degli studi su reperti organici e vegetali (come semi, frutti e pane, sopravvissuti all’eruzione del 79 d.C.), e del cibo consacrato alle divinità.

La mostra ha ispirato l’estro di sei artisti contemporanei che hanno sposato con entusiasmo questa iniziativa che fin da subito ha avuto il sapore di una sfida; l’arte contemporanea incontra l’archeologia dandosi appuntamento in un luogo inusuale: il bookshop di Palazzo Mazzetti.

Sensibilità, forza espressiva e grinta hanno preso così la forma delle creazioni di Roberto Amadè (cantautore e pittore), Simone Bordino (orafo), Gian Genta (scultore), Roberto Giannotti (designer e scultore), Paola Rattazzi (pittrice) e Sergio Unia (scultore).

Dalla geniale penna dell’artista livornese Luca Vinciguerra (pittore e scultore) è nata invece l’originale mascotte “Coco” che promette di diventare il simbolo di un ricco calendario di iniziative collaterali alla mostra (cene a tema presso i ristoranti convenzionati, laboratori di archeo-cucina, divertenti eventi rivolti ai bambini e alle famiglie e molto altro ancora) da condividere anche attraverso i social seguendo l’hashtag #originidelgusto e la pagina Facebook di Palazzo Mazzetti.

La mostra, posta sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Piemonte e della Provincia di Asti, è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e Fondazione Palazzo Mazzetti, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, la Soprintendenza Speciale per Pompei Ercolano e Stabia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e il Comune di Asti; si avvale della collaborazione di Civita per l’organizzazione e la comunicazione; il catalogo è edito da Marsilio.

 

Ufficio stampa       
Civita
Barbara Izzo-Arianna Diana T. 06692050220-258
izzo@civita.it |diana@civita.it
Ombretta Roverselli T. 0243353527 roverselli@civita.it

Scheda informativa
Info e prenotazioni
199.15.11.21 (dall’estero 02.89096942)
http://www.palazzomazzetti.it
Date e orari
7 marzo – 5 luglio 2015
Da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30.
Lunedì chiuso ad eccezione di lunedì 6 aprile.
La chiusura della biglietteria è prevista un’ora prima.
Biglietti
Comprensivi del servizio prenotazione e della visita a Palazzo Mazzetti
€ 10,00 intero
€ 8,00 ridotto per gruppi superiori alle 15 unità, maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni
€ 6,00 ridotto per minori di 18 anni
€ 3,00 ridotto speciale per studenti delle scuole elementari, medie e superiori
Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per scolaresca
Attività didattiche
Su prenotazione per gruppi fino a 25 unità
€ 60,00 scuole visita guidata
€ 80,00 scuole visita guidata abbinata a laboratorio
€ 100,00 gruppi
€ 120,00 gruppi in lingua
€ 5,00 quota individuale di partecipazione alle visite fisse