TRA.ME paesaggi interiori

“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”
Cesare Pavese

Più volte, nella mia ricerca artistica, mi sono trovata ad affrontare il tema della memoria. Lo mnemone (gr: μνήμων, colui che ricorda o colui che rammenta) era una figura alla quale era demandato il compito di ricordare il passato, “registrandolo” nella propria memoria.

Inizialmente i paesaggi che dipingevo facevano da depositari di questa “memoria storica”, lavoravo la tela così come il contadino lavora la terra: scavando nel colore alla ricerca delle mie radici, solcando lo stucco per lasciare una traccia del mio passaggio.

Ora la mia ricerca affronta il tema del rapporto tra la terra e l’uomo; delle tradizioni popolari, delle usanze, dei legami affettivi e degli intrecci relazionali che creano la trama di cui è composto il nostro “vissuto”, il tessuto di cui siamo fatti.
Ed è così che i paesaggi, i campi coltivati, i frutteti dei miei quadri diventano forme e spazi ricamati con morbide linee, minuscoli segni, germogli e alberi come decorazioni di questa trama.
Lavoro la tela sovrapponendo strati di materia e di colore, così come i ricordi e le emozioni si sedimentano in noi andando a costituire la struttura del nostro essere; accavallo linee e tratti così come i fili dell’ordito si intrecciano nel telaio per completare la tessitura.

In particolar modo mi concentro sull’albero inteso come simbolo di vita in continua evoluzione, addentrandomi silenziosa nel sottobosco, quasi ad avvertirne la corrente rigeneratrice. Alberi in ascensione verso il cielo, alberi a foglie caduche che evocano un ciclo, poiché si spogliano e si rivestono ogni anno delle loro foglie, foglie come messaggi da decifrare, cortecce su cui leggere la nostra storia…
Ma l’albero è anche famiglia (albero genealogico), è radicamento alla terra, è appartenenza ed è casa, intesa non soltanto come luogo fisico ma prima di tutto come luogo di memorie e spazio mentale: a livello psicologico va a costituire le fondamenta stesse della vita di un individuo, la sua integrità.

Questo percorso vuole essere il riavvicinamento dell’uomo alle proprie radici attraverso il recupero della memoria come patrimonio primordiale, che rappresenta la fonte a cui attingere per aprire varchi tra il passato e il presente. Il mio lavoro si colloca nel ricordo che ognuno di noi lega al proprio territorio e alle relazioni che in quei luoghi sono nate e si sono consumate.